Quando parli a te stesso, stai parlando o stai ascoltando?

Eugenia Scanziani |

Eugenia Scanziani |

mercoledì 08 Apr 2026
L'altro giorno ero dalla mia parrucchiera. A un certo punto mi viene rivolta una domanda: "Eugenia, cosa consiglieresti a questa signora che soffre d'insonnia?"

Mi sono fermata un secondo.

Perché l’insonnia non è un mal di gola. Non è una problematica occasionale che si risolve con un consiglio veloce trovato su Google. È un problema cronico, radicato, che coinvolge la mente, il corpo, l’energia vitale. Ogni caso ha la sua storia, le sue origini, le sue radici emotive e fisiche.

Ho spiegato alla signora che non avrei potuto darle una risposta generica — non sarebbe stato onesto nei suoi confronti. Ma le ho dato quello che potevo in quel momento, qualche indicazione di partenza, aspettando di vederla in studio per una valutazione vera.

La prima cosa che le ho chiesto: da quanto tempo?

Da molto. Troppo. Va a letto tardissimo nella speranza di essere abbastanza stanca da addormentarsi subito. Si sveglia più volte durante la notte. Si alza stanca ogni mattina. Un loop che si ripete, giorno dopo giorno.

Le ho chiesto di mostrarmi la lingua — cosa che l’ha sorpresa parecchio. Ma la lingua racconta molto: il tipo di alimentazione, la digestione, lo stato dell’intestino. La sua era biancastra e gonfia. Freddo e umido negli intestini, direbbe la Medicina Tradizionale Cinese.

E lì ho capito da dove partire.

L’intestino è il nostro secondo cervello. L’80% della serotonina viene prodotta lì. Se l’intestino è in disarmonia, il sonno ne risente — sempre.

Le ho parlato di alcuni cambiamenti nell’alimentazione, e l’ho invitata a venire in studio per entrare nei dettagli. Nel frattempo, qualche indicazione generale:

Vitamina D3 — non sintetica, da assumere ogni giorno. Magnesio bisglicinato — la forma più biodisponibile, quella che lavora davvero sul sistema nervoso. Tisana di tarassaco la sera — supporta il fegato nel suo lavoro notturno e riduce i risvegli nelle prime ore della notte. Niente tablet o telefono prima di dormire — il sistema nervoso ha bisogno di scendere, non di stimoli. Massaggio alle punte delle dita — il dermoglifo, quella piccola spiralina dell’impronta digitale, è il punto riflesso dell’ipofisi. Massaggiarlo genera un rilassamento mentale profondo, perché l’ipofisi regola l’equilibrio ormonale dell’intero organismo.

Ma c’è qualcosa di più profondo che voglio dirti.

L’insonnia non è solo un problema fisico. Chi ne soffre lo sa bene: già durante il giorno il pensiero va alla notte. “Riuscirò a dormire?” La mente conscia attiva cortisolo, stress, rabbia. La mente inconscia, nel tempo, si rassegna — e accetta quello stato come normale.

È lì che bisogna intervenire. Con costanza, con strumenti giusti, con un percorso pensato su misura.

Una delle mie prime clienti è arrivata da me con questo problema. Ora dorme. Il suo blocco nasceva da una decisione che sentiva sbagliata, qualcosa che aveva coinvolto tutta la famiglia e che portava dentro come un peso. Un’altra signora non riusciva a dormire per la pressione del lavoro. Alcuni bambini non dormono per paure che non sanno nemmeno nominare.

Ognuna ha la sua storia. Ognuna ha bisogno del suo percorso.

Non basta la melatonina — rischi di svegliarti con il mal di testa. Non bastano le miscele trovate online, anche quelle ottime, perché potrebbero non essere giuste per te.

Quella signora la aspetto in studio.

E se anche tu senti che è arrivato il momento di capire davvero cosa c’è dietro la tua insonnia — ti aspetto. 🌿

Con affetto, Eugenia

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